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Venerdì 23 Dicembre 2011 08:27

Il sacco di Babbo Natale

L'antivigilia di Natale tra manovra e recessione, ecco il nostro modo per augurarvi Buone Feste.

 

Sarà l'aria natalizia che, pompata a forza da qualche mese, riesce finalmente a far breccia, sarà il luccichio degli occhi dei bambini che pregustano lo scartamento della mezzanotte, sarà o non sarà chiudiamo l'anno con una missiva. Ebbene sì, una letterina a Babbo Natale con qualche desiderio dentro ed un po' di realismo, giusto perchè sappia bene cosa lo attende nelle sue scorribande notturne la Notte di Natale.

Caro Babbo Natale,

ho l'impressione che quest'anno non sono l'unico "bambino un po' cresciuto" che ha affidato alla carta e alla penna i suoi desideri. So per certo che hai avuto modo, corrucciando la fronte, di leggere richieste di regalo semplici quanto accorate, e hai imparato per bene tanti termini che di fanciullesco hanno ben poco: lavoro, part time, cocopro, contratto a chiamata, call center, disoccupazione, spese, tasse, mutui, rate....

Fissando il crepitio del fuoco nel caminetto, avrai di certo scosso la testa, cosa posso fare io per questi "bambini speciali"? Mi chiedono un lavoro, ma il lavoro dipende dalla crescita economica di un paese, dalla sua capacità di innovare, di essere competitivo sui mercati, di essere equo nella sua ripartizione delle ricchezze... Santo Cielo! Più che un regalo serve un miracolo!

Lo so caro Babbo Natale, la crescita non si fà per legge ma per legge si creano le strade che essa deve percorrere per garantire ad un popolo di evolversi. E allora ti chiedo, confidando nella tua magica capacità di inventiva, qualche piccolo desiderio per questo Natale di manovre e di recessione.

Un po' di vergogna. Giusto un pizzico. La vergogna suscita la riflessione e porta a rivedere le tue azioni e a compararle con quelle degli altri. Ecco, ai nostri parlamentari, ai dirigenti statali dal triplo stipendio, agli evasori fiscali sparsi in ogni dove, suscita un po' di vergogna.

Fermezza ed una dose di arroganza. Questa serve al nostro governo tecnico, perchè sconfiggere le caste non è mai stato semplice. A noi serve buttar giù quel muro che i pochi eletti si sono creati tutto intorno al loro mondo, aprire le porte a tanti giovani costretti allo stage a vita, a far brillare la stella del merito e a far tramontare il sole buio delle clientele e delle dinastie.

Solidarietà istituzionale. Pensare che da soli ci si possa salvare è una utopia che prima abbandona i nostri governanti mondiali e meglio è. Solo se l'Europa è pronta a fare la sua parte i sacrifici che in questi giorni ci approntiamo a vivere sulla nostra pelle saranno serviti a qualcosa. I cittadini greci, spagnoli, portoghesi, irlandesi ed italiani stanno pagando per classi dirigenti spendaccione e, in taluni casi, bugiarde; occorre dare più risalto a questo, il prezzo che molti cittadini europei stanno pagando deve essere bilanciato: rigore sì, ma anche solidarietà.

Resistenza Qui, se puoi, esagera. Il tessuto economico italiano, composto in larga parte da piccole e medie aziende, sta lottando, spesso in solitudine, contro l'assenza di liquidità che rende vano ogni sforzo per cercare di conquistare nuovi clienti ed aprirsi alla competizione internazionale. Il pensiero non può non correre alle famiglie degli imprenditori che si sono tolti la vita in questo 2011, un pensiero di affetto e di rabbia perchè la solitudine che li ha circondati non è stata percepita. E con gli imprenditori onesti che tentano di salvare aziende ed operai, dona un bel po' di resistenza anche a questi ultimi. La manovra, se anche non li dovesse colpire direttamente, farà sentire i suoi effetti in maniera indiretta e renderà più duro il cammino giornaliero.

Confido in te, ma, soprattutto, confido in noi e nelle tante posiitvità che questo paese è sempre riuscito ad esprimere.

Ed è con l'auspicio che queste positività, questa nostra capacità di guardare sempre e comunque avanti, possa accompagnarvi in questo periodo di festa che vi auguro di tutto cuore un sereno Natale.