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Stiamo vivendo giornate di grande tensione e di generale aumento dell'avversione al rischio, i segnali più forti li hanno mandati le aste di titoli europei svolte dei giorni scorsi. Gli investitori non vedono ancora una via d'uscita e (il segnale sullo spread francese è un chiaro indicatore) percepiscono come crescente la debolezza del settore bancario, sul quale occorrerà presto intervenire. Nel frattempo vediamo l'aggiornamento della mappa della crisi.
Grecia
Dopo un mese di confusione a tutti i livelli, la Grecia prova la strada "tecnica" confezionando un nuovo governo a guida Papademos. L'ex governatore della banca centrale ellenica dovrà ristabilire un clima collaborativo con i partners europei, ottenere la sesta tranche di aiuti e sbloccare l'avvio del bailout due. Obbiettivi difficili da raggiungere per due motivi: finanziariamente il dissesto è ancora marcato con il deficit/pil che sarà per il 2011 ancora molto alto, al 7%; il secondo motivo è invece politico, il governo tecnico infatti avrà una vita breve, forse troppo breve per poter mettere in atto nuove manovre e riforme. Sul fronte del pil non si segnalano segni di vita.
Portogallo
Problemi simili alla Grecia per i lusitani con una recessione che non sembra vicina ad andarsene. L'andamento del pil è peggiorato nel terzo trimestre portandosi ad un -1.7% di proiezione annua. Naturalmente la contrazione del pil ha effetti immediati sugli altri indicatori finanziari, deficit/pil su tutti. Con l'impossibilità di tornare sui mercati ( tassi all'11%) la situazione portoghese sembra in una fase di stallo che non fa presagire nulla di buono.
Spagna
Il paese iberico, lasciato da parte questa estate dall'escalation dello spread, torna sotto i riflettori in questi giorni per due importanti appuntamenti: la collocazione di titoli a 10 anni con esito non del tutto positivo (titoli invenduti) e la tornata elettorale di domenica. Due elementi che, solo sulle attese, hanno fatto schizzare il rendimento dei titoli a dieci anni sopra il 6% prima ed al 7% poi. A livello di fondamentali la Spagna continua a soffrire con la produzione industriale che ha lasciato sul terreno un punto abbondante in settembre, mangiandosi il recupero di agosto, un pil per il 2011 stimato ancora in crescita frazionale (0.7 per il 2011 ed il 2012) ed un livello di disoccupazione ancora drammaticamente alto (22,6%).
Italia
Il dilemma che i mercati si pongono in questo momento è: riuscirà il governo Monti ha fare riforme e, soprattutto, a farle in tempo per invertire la rotta. Attualmente gli analisti appaiono divisi nel fornire una risposta al quesito. Il programma del governo Monti appare chiaro e preciso, ora tutto si gioca sulla velocità . Di certo la situazione italiana risulta abbastanza complicata, con un'economia in recessione, con il dato sulla produzione industriale crollato in settembre di quasi 5 punti rispetto al mese precedente (peggio di noi tra i 27 solo Estonia e Portogallo) e le stime del pil bloccate allo 0,5% nel 2011 e (dato su cui riflettere) allo 0.1% nel 2012.
Francia
La notizia positiva è il buon risultato del pil nel terzo trimestre che segna un +0.4% recuperando dopo lo scivolone (-0.1%) del secondo trimestre. La domanda interna torna a crescere azzerando la caduta del secondo trimestre. Il governo Sarkozy sta approntando un piano di assestamento dei conti del valore di circa 50 miliardi di euro e concentra il suo sforzo sul mantenimento dell'attuale merito di credito. Tallone d'achille del sistema Francia rimane il comparto bancario, con le sue ampie esposizioni su Grecia e Italia. In un clima di generale agitazione anche lo spread francese inizia a crescere toccando la soglia dei 200 punti.
Germania
La crisi morde anche il colosso teutonico che però restiste. Malgrado un calo sensibile della produzione industriale il pil rimane orientato alla crescita fortemente influenzata dall'export ma con una domanda interna debole ma con segnali incoraggianti, specie nell'immobilliare. L'aumento consistente delle spese in investimento e ricerca da parte delle aziende tedesche è manifesto della volontà di affrontare il momento con una certa aggressività specie sulle conoscenze.
USA
Continua ad essere jobless recovery per gli States, pur con la terza "discesa in campo" della Fed, l'occupazione non riesce ancora a decollare in un quadro che comunque rimane orientato ad una ripresa del ciclo economico. Da non sottovalutare l'effetto elezioni 2012 che potrebbe "addolcire" dati ed aspettative. A gettare ombre sul futuro ci ha pensato però un report di Fitch che sottolinea come il sistema bancario americano sia potenzialmente debole rispetto ad una precipitazione degli eventi in Europa. Altro materiale per Ben insomma.