A tre giorni dall'ufficiale insediamento, Mario Draghi sorprende tutti ed abbassa i tassi, troppo rapidamente rialzati dal suo predecessore Trichet. Una boccata di ossigeno per i mercati ed un chiaro segnale che la BCE è pronta ad utilizzare la liquidità per sostenere il sistema.
Per la prima volta nella sua storia la Bce tralascia i paletti teutonici dell'inflazione contingentata al 2% e, col senno di poi, assumono un significato particolare le parole del cancelliere Merkel, che non piu di una settimana fa chiedeva a Draghi di rimboccarsi le maniche.
Un placet tedesco subito controbilanciato dalle dichiarazioni di Draghi sull'acquisto di titoli traballanti: l'acquisto non è un atto dovuto. Musica per le delicate orecchie tedesche.
La decisione "interventista" della BCE sembra scalfire la posizione di primato tedesca nella cabina di regia monetaria dell'Europa. Alcuni osservatori sottolineano l'azione congiunta franco-statunitense volta a convincere la Germania ad accettare una BCE in stile Fed, più aperta all'acquisto di titoli, più pronta a rilasciare liquidità nei momenti difficili.
Il prossimo passo potrebbe essere la trasformaziine del fondi salvastati in una simil-banca di salvataggio, alla quale ricorrere anche per le difficoltà del sistema bancario privato.
Un giornale americano titolava oggi che un nuovo sceriffo comanda a Francoforte, non sappiamo quanto potere decisionale potrà sfruttare Draghi, il segnale odierno però e di quelli incoraggianti.