La crisi si sta riversando sulle banche. Il monito arrivato ieri da Tremonti si è rafforzato nelle ultime ore con gli interventi dell'Fmi, della commissione europea e la preventiva difesa tedesca della Merkel.
Mentre la Grecia combatte contro i propri fantasmi e cerca di trascinarsi verso metà novembre con nuovi tagli e qualche speranza in più di ricevere la nuova tranche di aiuti, la grana Dexia, gruppo franco-belga bancassicurativo, risveglia i timori sul fronte del sistema bancario comunitario. Di recente si era appreso di una linea di credito aperta da parte della Bce ed a sostegno delle banche ue c'era stata la storica mossa congiunta delle principali banche centrali mondiali. Il tutto con l'obiettivo primario di permettere agli istituti di continuare a stare sul mercato con le proprie gambe. Ora arriva la considerazione amara della commissione europea: gli scenari degli stress test di luglio sono un ricordo, la situazione è nettamentente deteriorata.
La commissione sottolinea che il problema non è tanto di solvenza ma di liquidità . Il prossimo tormentone potrebbe diventare quello della ricapitalizzazione delle banche. Per non farci mancare nulla, ci pensa il direttore dell'FMI, dipartimento europeo, Borges a darci anche delle cifre: per ricapitaliuzzare il sistema occorrono dai 100 ai 200 miliardi di euro e la cosa sarebbe anche abbastanza urgente, aggiunge Borges.
Dopo tante cifre arriva anche la voce della politica. Angela Merkel dichiara la disponibilità tedesca alla nazionalizzazione delle banche in difficoltà , se questa fosse un'azione necessaria a tenere in salute il sistema.
Dichiarazioni che non tarderà a fare anche il capo dell'Eliseo Sarkozy, visti i record sui cds raggiunti oggi da Soc Gen
Nel frattempo in giornata è arrivata la, già scontata sui mercati, bocciatura di Moody's all'Italia ed al suo merito creditizio. Le motivazioni che l'hanno accompagnata sono oramai le consuete: poca crescita e clima d'incertezza sulle riforme. Presto si aggiungerà alla lista anche Fitch, che intanto ha tagliato le stime di crescita. Finchè la BCE ci fa da parafulmine la passiamo abbastanza liscia, ma i nodi prima o poi vengono al pettine. A proposito, di cosa si discuteva oggi alla Camera?