Rottame numero 1:  altri pezzetti di crescita prevista per l'economia italiana si sono staccati in giornata, con la pubblicazione delle nuove stime del Ministero del Tesoro. In sintesi ci aspetta un triennio con crescita sotto l'1%, una pressione fiscale quasi al 44% nel 2013, consumi in crescita media poco sopra lo zero. Le stime ci preparano così ad un'altra manovra, forse tra ottobre e novembre, sempre sperando che lo spread non decida di muoversi più repentinamente del previsto.
Rottame numero 2:  perde pezzi la zona euro ed in primis la locomotiva tedesca. Dati del sondaggio PMI di Markit: settore privato ad agosto scende sotto la soglia dei 50 punti, ossia in zona contrazione, prima volta da due anni a questa parte. In Germania l'indice tocca il minimo a 26 mesi. Gli ordini industriali a luglio scendono del 2.1% nella zona euro su base mensile. La ripresina post 2008 è bella che finita.
Rottame numero 3: Cina in raffreddamento, il manifatturiero perde pezzi anche in settembre, il sondaggio HSBC conta per il terzo mese consecutivo un dato sotto la soglia dei 50, lo spartiacque tra crescita (sopra) e contrazione ( sotto). Ad indebolire il dato ci sono l'export ed i nuovi ordini.
Rottame numero 4: Banche sotto pressione. Agenzie di rating scatenate, soprattutto sulle banche italiane e francesi, istituti dalle pance piene di titoli dallo spread abbondante.
La banca centrale apre una linea di credito da 300 milioni di euro, segno evidente che qualche istituto , sul mercato, non è più spendibile
Ombrelli aperti, sperando che i rottami non siano troppo pesanti e buchino la copertura.