8 miliardi di euro, questa la cifra che la Grecia cerca di ottenere dall'ue e dal fondo monetario. Attualmente l'autonomia di cassa di Atene può durare sino a metà ottobre, da li in poi stipendi , pensioni e interessi non saranno più pagabili.
Con il pil a picco, -5% per il 2011, ed un deficit pil che non sembra mostrare segni di miglioramento, sembra onestamente difficile pensare che ulteriori interventi di austerity possano essere messi in atto.
Dal canto suo la commissione europea ha ribadito di non aver richiesto ulteriori manovre, ma le parole dell'emissario fmi sono chiare. Serve un nuovo taglio di lavoratori pubblici, altre azioni di congelamento delle pensioni, un aumento della tassazione sull'energia per riscaldamento e la realizzazione del piano di privatizzazioni da 5 miliardi di euro.
Un accanimento terapeutico che protrarrà la telenovela greca ancora per alcuni mesi, con la necessità europea di salvaguardare il sistema bancario privato e la moneta.
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