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Pochi mesi fa stavamo parlando di Africa e di Giappone, ora dobbiamo a malincuore tornare a parlarne. Le variabili della storia e della natura tessono tele imperscrutabili, spazzando via in un attimo progettualità e tesi scientifiche.
L'Africa del Maghreb, ma non solo, vive da qualche mese a questa parte un periodo di forti tensioni politico-sociali, frutto, a quel che sembra da fuori, di una struttura sociale rigida e iniqua. Eppure molti di questi paesi venivano coccolati e riveriti da fondi ed investitori di tutto il mondo, annunciati come la nuova ondata di paesi emergenti con tassi di crescita a due cifre e corsi azionari impennati.
In un nostro vecchio post avevamo osservato, grazie ai dati dell'FMI, come in gran parte dei paesi emergenti africani la crescita del PIL nazionale fosse spropositatamente maggiore rispetto alla crescita del PIl pro-capite. Non ci stancheremo mai di ripetere che c'è effettiva crescita di un paese se a crescere è anche il PIl pro-capite, perchè questo è garanzia che la ricchezza si distribuisce nel paese e resta nel paese.
Se la ricchezza viene prodotta ma va ad ingrassare gli indicatori di altri paesi e qualche tasca indigena, allora al lungo andare si accentuano disparità sociali, si allarga la forbice tra chi ha e chi non ha. L'aumento delle materie prime e dei prezzi de generi di prima necessità fa il resto.
La storia ha in genere una grandissma capacità di presentare il conto per le azioni compiute, quello che sta succedendo in Libia, in Egitto e negli altri paesi africani è l'esazione di quel conto, alto, molto alto.
Ben diversa la situazione del Giappone, colpito ieri da una immane tragedia e che vive in queste ore sotto l'incubo di un nuovo rischio nucleare. Il dolore e lo strazio per le migliaia di vittime si somma al senso di ingiustizia che si prova per un paese che si stava rialzando a fatica da una lunga fase recessiva. Un paese che sicuramente uscirà piegato da questa tragedia, ma non spezzato. Il carattere, la forza e la straordinaria dignità di questo popolo saprà dare fiducia all'intero sistema.
Storia e natura ancora protagoniste, ancora una volta pronte a sconvolgere i piani, a gettare in aria i fogli, i progetti, le prospettive. Un'altra lezione.
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