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2000-2010 ad arricchirsi sono i Bond-People
Venerdì 31 Dicembre 2010 09:55 Bookmark and Share

Il primo decennio del terzo millennio ci consegna in eredità una statistica a gambe all'aria, chi ha puntato sulle azioni è stato penalizzato, chi ha puntato sui bond si è arricchito. Segnali di un mondo che è cambiato, lezione per il decennio a venire.

Partiamo dai dati puri e semplici. Nel decennio 2000-2010 lo S&P 500 ha perso attorno al 5% del suo valore, chi ha investito 100 a gennaio del 2000 se ne ritrova in tasca 95. Il T-bond o il nostrano Btp hanno invece chiuso la decade con un +70% (cedole incluse). Ossia chi ha investito 100 se ne ritrova in tasca 170. Meglio ancora ha fatto chi ha investito in oro che nel 2000 valeva 270 dollari l'oncia, l'ultima quotazione segna 1410 dollari/oncia.

La famosa frase "nel lungo periodo le azioni sono meglio di altri asset" sembra scricchiolare sotto il peso di dati tanto pesanti. Forse dal 3 di gennaio dobbiamo correre a comprare bond e oro a piene tasche?

Mettiamo subito un punto fermo, la risposta è no. I dati che sono proposti non vanno letti per come sono, ma vanno interpretati. Interpretandoli viene fuori una visione del mondo completamente cambiata e questo implica la necessità di cambiare anche il modo di leggere gli investimenti.

Se andiamo a fare qualche distinzione geografica sull'azionario, scopriamo che i paesi emergenti hanno guadagnato il 241%. La Germania ha messo a segno un +8,4%, mentre l'area euro sprofondava in un -22.2%. Il Nasdaq ha portato a casa un +7.8%. La borsa brasiliana ha quasi quadruplicato il suo valore, le small cap americane hanno raddoppiato la loro quotazione.

Se dividiamo il mondo azionario in economie avanzate ed economie emergenti possiamo analizzare i dati degli indici MSCI (versione net). L'indice EAFE (che rappresenta le 22 economie definite come avanzate) nel decennio ha segnato un -0.08%, l'indice EM (che rappresenta le 21 economie considerate emergenti) ha segnato un +11.8%.

Il dato è sorprendentemente vicino alla considerazione che si può fare di questo decennio: le economie avanzate si sono fermate, le economie emergenti hanno creato ricchezza. La cosa può sembrare banale, ma non lo è. L'idea stessa di sviluppo è cambiata e questo ci deve necessariamente portare alla definizione di alcune linee guida per il futuro.

1) La nuova griglia dei tassi di crescita

Dovremo imparare a convivere con economie avanzate con tassi di crescita più modesti, livelli di reddito rivisti al ribasso e quindi una domanda interna più sensibile.

2) Le ex-emergenti

I valori di crescita del comparto "Emergenti" continueranno ad essere sostenuti, la globalizzazione dei mercati porterà i capitali con sempre maggior velocità dove questi rendono di più. Il risultato sarà un ampio e veloce turnover dei paesi emergenti con la creazione di un gruppo di ex-emergenti che saranno la nuova solida base dell'economia mondiale.

3) L'oro smascherato

La corsa all'oro a cui abbiamo assistito in questo decennio potrebbe essere irripetibile in futuro. Il suo status di bene rifugio gli ha conferito un grande appea,l al quale non hanno resistito tutti gli investitori che non capivano i mutamenti in atto negli equilibri internazionali: il dollaro debole, la crisi dei derivati, il terrorismo internazionale. La sempre più netta percezione che vi sono mercati di sbocco e che altre economie ed altre monete avranno un ruolo forte nel futuro, porterà flussi di liquidità a spostarsi dai beni rifugio a nuove economie rifugio.

4) Occhio ai bond

Gli analisti sono abbastanza concordi nel ritenere che nelle azioni è incorporato molto più valore rispetto ai bond, e quindi questi ultimi verranno penalizzati negli anni futuri. Di sicuro cambia la mappa del rischio: paesi ritenuti sicuri diventeranno meno appetibili ed altri considerati "speculativi" assumeranno ruoli di "Investment grade". E' possibile che la profonda mutazione avvenuta sui mercati azionari nell'ultimo decennio possa, in futuro, prendere vita anche sul mercato dei bond.

Questo è l'ultimo post dell'anno e allora auguri per un buon capodanno, ci rileggiamo, a Dio piacendo, nel 2011.

 

Links utili:

MSCI Barra, Global Market index