A vedere la diplomazia europea ed il suo barcamenarsi di questi giorni, vengono alla mente le espressioni di Stanlio e Ollio, quando, nel maldestro tentativo di costruire una baracca, rimanevano tra le macerie con un martello in mano.
Parafrasando De Gregori, lo spunto è buono per capire come la tragedia greca sia parte integrante dei nostri destini.
Emerge con sempre maggior chiarezza la rilevanza sullo scacchiere europeo del premier italiano, prossimo obiettivo: limare l'intransigenza tedesca nei confronti della Grecia.
Nelle notizie fuggenti della settimana le (tante) dichiarazioni di Mario Draghi e le aperture di Moretti ad una privatizzazione delle ferrovie di stato.
La reazione violenta dei mercati all'annuncio del referendum greco sul secondo bailout è il sintomo del paradosso al quale una finanza marcia ci ha portati.
Per dirla alla "Catalano": ride ben chi ride ultimo, ma c'è sempre uno più ultimo di te. Il vertice a Bruxelles di domani potrebbe anche finire in un nulla di fatto.
L'emissario Fmi parla di encefalogramma piatto per Atene, ma le richieste per aiutare il moribondo sembrano puro accanimento terapeutico.
L'avanzata speculativa cala l'asso e mette in scacco i mercati internazionali, a nulla serve inseguirla, occorre, invece, lavorare sulle incertezze.
Tra le notizie sottovoce della settimana anche la Ferrari, le frequenze radiotv ed il Ponte sullo Stretto.