Stiamo finalmente arrivando al capitolo finale della crisi finanziaria europea, la lenta progressione dei fatti ha portato l'obbiettivo a muoversi dal particolare ( Grecia) al paesaggio (Europa). Il capitolo finale ha inizio  proprio da qui, dalla presa di coscienza che la crisi era sistemica e che l'Europa, volenti o nolenti, è qualcosa di parecchio coinvolgente.
Il capitolo finale è, come in ogni buon libro, il tempo delle scelte, delle somme e delle sottrazioni, dei rimpianti e delle nuove speranze. I protagonisti li conosciamo bene, abbiamo imparato a conoscerne tratti e caratteri. C'è l'Italia del "tutto va bene" che ad un certo punti della storia si scopre malata e che, pur tra mille difficoltà e recalcitranti spinte politiche, decide di buttare il cuore oltre l'ostacolo, inventandosi un governo tecnico che nel giro di diciotto giorni reinventa i rapporti con i partners europei e tenta di piazzare una manovra impopolare ma vitale.
C'è la Francia sempre un po' spocchiosa, che ridacchia scordandosi le scorpacciate di titoli e partecipazioni fatte dalle sue banche in Italia ed in Grecia e che poi, il tempo è galantuomo, scopre che non ci sono privilegiati in questo ottovolante, e teme per la sua tripla A, un simbolo morale più che un  merito di credito.
C'è la Germania, lavoratrice e precisa, che si lacera tra una forte idealizzazione europea ed una sana diffidenza nei confronti dei furbetti del vicinato.  E tra la sorpresa generale, nell'ultimo capitolo, diventa la protagonista principale, che con un si o con un no può scegliere se "staccare la spina" ad una eurozona fragile ma potenzialmente ancora molto ricca.
E qui siamo giunti ai giorni più lunghi, quelli che dobbiamo ancora vivere e che ci dischiuderanno il finale. Basterà attendere qualche giorno e sapremo se la pressione mediatica sulla crisi ci avrà completamente storditi, tanto da ritrovarci impreparati di fronte ad una soluzione positiva, con l'impressione di aver vissuto un incubo. La storia ci insegna che è proprio nella crisi che il genio e la creatività esprimono il loro meglio. Nella crisi vi sono spesso una moltitudine di opportunità , nello spiazzamento dei vecchi schemi c'è spazio per nuove idee e concezioni ( nuove idee, non vecchi slogan da ventesimi secolo). Un messaggio per i nostri ragazzi e giovani: non fatevi trovare impreparati al meglio!