Tutti pazzi per il fondo salva stati
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Nato tra lo scetticismo tedesco e l'opportunismo francese il fondo salvastati sta per vivere i giorni della sua definitiva consacrazione. Il "veicolo" costruito per correre in soccorso agli stati azzoppati dai conti in rosso sta per diventare un pulman gran turismo. Ma il travaglio è stato lunghissimo, tanto che il neo-presidente della BCE, Mario Draghi, sbottava ieri così in riferimento al lungo iter: "Dov'è l'attuazione di queste decisioni adottate ormai da tempo? Non dovremmo più attendere".
Le novità del fondo salva stati, dovrebbero andare dall'ampiamento della sua capacità , all'uso della leva, alla possibilità di agire sul mercato primario e secondario. Draghi chiede che velocemente si arrivi ad una ratifica delle modifiche che consenta finalmente di sparare quel "proiettile d'argento" che difficilmente la BCE può da sola scagliare contro i mercati ansiogeni delle ultime settimane.
Grecia, se il bailout funziona...
Il nuovo governo Papademos si muove veloce ed ha già trasmesso al parlamento la bozza definitiva della legge finanziaria per il 2012. Nel testo il riferimento più importante è all'operazione di swap sul debito pubblico. Se i creditori privati accetteranno il piano il deficit/pil il prossimo anno potrebbe scendere di 4 punti abbondanti portandosi al 5,4%. Il piano prevede che i creditori accettino un rimborso dei debiti in scadenza pari al 30% e trasformino in altri titoli il restante 70%. La bozza indica anche il livello deficit/pil in caso di insuccesso: 6,7%. Un dato che fa comunque dire al ministro greco Venizelos che la linea del debito pubblico sta intraprendendo un sentiero in discesa.
Fitch: imprese italiane alla prova della liquidità nel 2012
Nel suo report l'agenzia di rating segna col cerchietto rosso il 2012 per le aziende italiane. Se ad oggi infatti non vi sono rischi di liquidità , il 2012 sarà l'anno della prova. Il nodo determinante sarà l'accesso al credito: più si riuscirà a tenere aperto il rubinetto e meno saranno le azioni di taglio sul rating.
Moretti: le FS si possono privatizzare
Apertura dell'ad alla possibile privatizzazione delle ferrovie. Ma come per Alitalia il nodo riguarda la situazione patrimoniale, quasi 11 miliardi di euro di debiti di cui la metà a carico di Trenitalia. Bad company in arrivo? Non ci sono ad ora piani di intervento ma, cosa non marginale, alle infrastrutture ora c'è Passera, ex ad di Banca Intesa che è stata capofila proprio dell'affare Alitalia.
Nuove entrate per l'Irlanda
Tempo di finanziaria anche nel verde (sbiadito) paese anglosassone. Ecco annunciato l'aumento dell'iva di due punti ed una nuova imposizione indiretta. I dettagli saranno definiti a breve; con questa correzione dovrebbero giungere alle casse irlandesi quei 3,8 miliardi di euro necessari per poter continuare a beneficiare del piano di aiuti. Se sul lato dei conti la situazione risulta buona non si può dire lo stesso sul lato della crescita e, cosa che preoccupa di più, sulla tenuta del sistema bancario, pronto ad incassare perdite notevoli anche per l'esercizio 2011.