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Sabato 30 Luglio 2011 09:33

I costi (forse) insopportabili degli aiuti alla Grecia

Tra le notizie sottovoce della settimana anche la Ferrari, le frequenze radiotv ed il Ponte sullo Stretto.

Quando gli aiuti possono far male

 

La pressione sui titoli di stato italiani ed il conseguente aumento di oneri finanziari (siamo ad un passo dal 6% di rendimento), rendono difficile una partecipazione italiana alla prima tranche di aiuti alla Grecia previsti dal Bailout 2. Se ne è discusso ieri nel corso di una conference call tra funzionari di stato eu. La riunione tecnica ha posto la questione italiana, sottolineando che potrebbe essere possibile per l'Italia invocare la clausola di Step Out, ossia un "tirarsi fuori" in quanto i tassi del debito interno sono più alti dei tassi applicati al finanziamento alla Grecia. Altra ipotesi è quella della compensazione della differenza tra i due rendimenti da parte degli altri Stati UE, ma questa ipotesi necessità l'approvazione entro settembre da parte di tutti i parlamenti del potenziamento dell'EFSF. Un raro esempio di aiuti che possono far male.

Asta frequenze: per Fitch altro motivo di incertezza

L'asta decisa dal governo per vendere le frequenze radiotelevisive "in esubero" rischia di essere caotica e di alimentare incertezza, e potrebbe anche incidere negativamente sulla liquidità degli operatori interessati. Questo il giudizio di Fitch sull'operazione che secondo stime del Tesoro dovrebbe fruttare attorno ai 2,4 miliardi di euro. Il timore principale di Fitch è che si rischi un notevole rialzo dei prezzi con conseguenze sugli indicatori di leva finanziaria dei vari operatori. In sostanza il rastrellamento dei soldi necessari per acquisire le frequenze potrebbe scombussolare la cassa degli operatori, dato che i ritorni d questi acquisti non sono a breve termine. Fitch ipotizza una vendita, con tensione sui prezzi, a 3,1 miliardi, in questo scenario solo Vodafone manterrebbe un certo equilibrio, mentre Telecom e Wind ne risentirebbero in termini di Debito / Ebitda, con possibili review del rating (specie per Wind).

Il Ponte sullo Stretto cresce.... di costi

Approvato il progetto definitivo per il fantomatico ponte sullo stretto, il costo dell'opera sale da 6,3 miliardi a 8,5 miliardi di euro. Un delta che dalla società che gestische la pratica spiegano con adeguamenti alle mutate normative tecniche e alla realizzazione della rete metropolitana attorno al ponte. La cosa curiosa è che l'UE all'idea del ponte sullo stretto non sembra entusiasmarsi, tanto da preferire il corridoio Helsinki La Valletta a quello Berlino-Palermo. Se da Bruxelles non si cambia idea, l'opera non diventa più prioritaria, e a quel punto indovinate da dove arriveranno quegli 8 miliardi...

I gioielli di famiglia non si toccano, per ora

Dopo il no secco del presidente Montezemolo, anche l'ad di FIAT assicura che non ci sono ipotesi di IPO Ferrari, ma, attenzione, Marchionne aggiunge che il valore di Ferrari è inespresso. Gli sceicchi stanno a guardare...

LVMH a gonfia vele

A sorpreso tutti la semestrale del gruppo francese del lusso, proprietario in pectore di Bulgari, che segna un + 13% sul fronte dei ricavi ed un +22% del margine operativo. I ricconi spendono anche in tempi di vacche magre.