Si susseguono voci circa una possibile comunicazione ai mercati di Germania e Francia sulla delicata situazione greca, nel frattempo la realtà dei fatti ci dice che il governo di Atene non è per ora riuscito ad arrivare ai target stabiliti per la concessione dei nuovi aiuti. Sul groppone dei greci si sta per abbattere una nuova patrimoniale, da pagare assieme alle bollette elettriche, che dovrebbe rastrellare una cifra in grado di consentire lo sblocco degli aiuti.
Girala e rigirala la Grecia si sta configurando sempre più come un muro dal quale "cavar sangue" diventa impossibile, di crescita non c'è traccia, i consumi sono più che crollati e di miglioramenti sul lato della lotta all'evasione non sembra esserci traccia.
Insomma la Grecia è nei fatti bella che fallita e dalle parti di Bruxelles e Francoforte, dichiarazioni di rito a parte, il dossier "Grecia out" è in fase di serio studio, prima si affronta la cruda realtà e meglio è per tutti, Italia in primis.
Oggi nell'asta dei decennali il rendimento è arrivato al 5,6%, tutto sommato poteva andare anche peggio, segno che spazi di manovra ce ne sono ancora. Ma non c'è tempo da perdere ed è notizia di stamattina delle trattative avanzate tra Cina ed UE per coinvolgere il gigante asiatico nel salvataggio dell'area euro.
La Cina potrebbe fornire quella stampella necessaria per tenere botta all'ondata di vendite che la situazione greca prima o poi scatenerà , in quello che sarà il vero assalto all'euro. L'azione combinata di BCE, Cina e qualche altro paese potrebbe consentire di limitare le perdite e mantenere sul mercato i paesi zoppicanti (Italia per prima).