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Lunedì 05 Settembre 2011 13:29

La mazzata, atto secondo

Cade la pioggia e cadono anche le borse in questo lunedì decisamente autunnale.

A poco meno di un mese dalla presentazione della manovra di ferragosto i mercati scelgono cosa fare e vendono. Sintomatica la frase, riferita da Reuters, di un operatore di mercato, sentite: "Non è più una questione di vendite allo scoperto, gli investitori stanno smobilizzando le posizioni sugli asset italiani" e ancora "Si fanno tante chiacchiere da salotto, ma non ci si rende conto che la percezione che hanno gli investitori esteri sull'Italia è molto negativa".

Non sappiamo il nome del trader ma le sue affermazioni spiegano meglio di altre cose il momento. Lo abbiamo detto già tante volte, l'incertezza è la peggior nemica dei nostri conti pubblici, avevamo già sottolineato come, nel corso della "mazzata, parte prima", ci fosse già stata una buona quantità di autosgambetti ma sembra che la lezione non sia servita.

Cullati, come cicale impenitenti, dagli acquisti della BCE, si è ben pensato di tornare alle tipiche manovre all'italiana: migliaia di emendamenti, testi che cambiano con la velocità di passaggio di un temporale estivo, opposizioni che presentano contromanovre.

Due esempi?

1) La subdola riforma delle pensioni di anzianità vissuta un giorno appena e l'eliminazione completa del contributo di solidarietà (salvo PA e politici).

2) Tremonti presenta le misure anti-evasori e come se ne esce l'opposizione? Il governo fa la faccia truce ma pensa al condono. Risultato: necessità di smentite da parte del ministro delle finanze (che di fatto non aveva mai accennato a condoni) ed Europa che si mette a sbuffare. Perchè non essere costruttivi una volta ogni tanto?

Cincischiando, governo ed opposizione si sono rituffati nelle loro sterili chiaccere da salotto (come dice il trader) pensando che "tanto c'è la BCE". Ma sembra che dalle parti dell'Eurotower non siano molto contenti dell'andazzo e ci piazzano lì due dichiarazione secche secche. Trichet chiede che la banca centrale possa avere più poteri sanzionatori sui bilanci degli stati membri, Draghi dice che gli acquisti di titoli da parte della banca centrale sono temporanei e non sostitutivi di politiche di rigore nei conti.

Gli investitori capiscono che il parafulmine non è più disponibile e che le assicurazioni sul loro impegno in Italia le devono cercare in Italia. Apriti cielo. La pietosa risposta che sta dando la nostra classe dirigente (da sinistra a destra, da sopra a sotto) che garanzie può dare ad un investitore estero? E se in più ci si mette anche la congiuntura, beh, la parola d'ordine diventa: alleggerire. Con buona pace dell'ex premier Prodi, perchè ad alleggerire ci sono anche banche "amiche" e stati confinanti (vedi la Svizzera).

La "mazzata atto secondo" sta andando in scena, la possiamo ancora bloccare ma occorre fare in fretta, l'aumento dello spread è come un buco al serbatoio che si allarga mentre cerchiamo di metterci una pezza, più tempo ci impieghiamo e più benzina servirà.