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Giovedì 11 Agosto 2011 07:17

Venghino signori, alla fiera dell'irrazionalità

Bombaroli, parchi buoi in movimento, politici in panne. Chi comanda sui mercati internazionali?

 

La giornata di ieri è stata, per certi versi, la summa di tutte le fasi che l'hanno preceduta: rumors artatamente pilotati, panico tra i risparmiatori, politica che non risponde, dati reali mandati in soffitta, miliardi di soldi, veri, mandati in fumo.

Il fattore scatenante della buriana di questo mercoledì agostano è stata la diffusione di un rumor, una diceria se lo volessimo tradurre in italiano (e forse sarebbe meglio farlo, visto che non fa molto chic seguire una diceria): il prossimo abbassamento del rating riguarderà la Francia! Tiè!

Il bombarolo attende qualche ora, giusto che il conto alla rovesca del detonatore finisca i suoi ticchettii e poi, con la perversa soddisfazione disegnata sul volto, se ne sta lì ad osservare le orde di venditori al meglio. Quando l'irrazionalità prende il sopravvento i rumors non vengono verificati, li si da per verità assoluta e poco importa se, nella realtà dei fatti, non esista nemmeno un outlook negativo sulla Francia, che la stima della Banca centrale francese faccia scivolare di un anno il target del deficit/pil per 8 decimali di punto, si si, 8 decimali che, per le sorde orecchie panico-depresse, rappresenta una catastrofe senza precedenti.

Ma il bombarolo sa come muovere il parco buoi e sa soprattutto come usarlo per i suoi scopi. Creare il panico, colpire le banche, abbassare i prezzi, rastrellare et voilà.

Mentre il bombarolo vive et impera sui mercati, assistiamo alle sterili parole della politica in panne. Fa quasi tenerezza sentire Obama dire che fino ad adesso è andata bene per i ricconi, ma da oggi in poi torna Robin Hood, e fa specie vedere come il bombarolo ridacchi spingendo il Dow sotto gli 11000. Chi può credere che Obama riesca a far pagare i ricchi se si è salvato dal default per poche ore, dopo lunghe ed estenuanti trattative con i repubblicani (i padroni della camera oltretutto)? Al bombarolo non serve nemmeno lanciare qualche miccetta, fanno tutto da sè questi politici in panne.

Prendete la Germania. La Merkel si sgola a dire che l'euro è il sancta sanctorum da difendere ad ogni costo, ma alla sola idea di aumentare il contributo al fondo di salvataggio le budella cristiano democratiche si contorcono a ritmi vertiginosi. Ancora più inquietanti i casi italiano e spagnolo. Zapatero risponde al disastro con le elezioni anticipate mentre nel nostro ex-belpaese si va in parlamento dicendo una cosa e si convoca una conferenza stampa quattro giorni dopo dicendone un'altra. Il bombarolo risparmia le munizioni.

Se la metti sul piano degli annunci, il bombarolo ti spiazza, non c'è partita. La politica dovrebbe dare risposte con altre modalità e dovrebbe darle con due caratteristiche fondamentali: la chiarezza e la risolutezza.

Nel caso italiano c'è ben poco di tutto. La sensazione vedendoli parlare è che non sappiano proprio che pesci pigliare, emblematiche le frasi del vicepremier Letta: "tutto precipita", ottimo modo per alzare il morale generale e per continuare a far risparmiare munizioni al bombarolo sempre più tronfio. Ma emblematica anche la conferenza stampa delle parti sociali, con la Marcegaglia che, in arrampicata libera su specchi ultralisci, tentava di cavar fuori qualcosa di buono dall'incontro appena avuto col governo.

Il bombarolo si legge le carte e cosa vede? Riforma costituzionale dell'articolo 41, pareggio di bilancio per legge, riforma dello statuto dei lavoratori. E così ha già pronto il rumor: i 20 miliardi che servono nel 2012 non ci sono e serve una manovra aggiuntiva. I buoi sono già pronti a muoversi.

Nella fiera dell'incertezza il bombarolo si muove a suo agio, conosce la finanza perchè è nella finanza, conosce la politica e non la teme perchè le sta sopra, sotto, a destra e a sinistra, conosce il parco buoi perchè ha capitali a sufficienza per suggerire le direzioni.

In questo "11 settembre" finanziario si attende con malcelata ansia uno scatto d'orgoglio, un rigurgito di democrazia, un riallineamento dei poteri, che faccia trovare il coraggio di lanciare una controffensiva liberale.