C'è la coda alla porta del nostro risparmiatore "tipo" in questa notte di dolcetti o di scherzetti. Fantasmini di tutte le foggie bussano ed inquietano il sonno del nostro buon investitore che, sbiancando ad ogni rialzo dello spread, spera che l'alba arrivi presto.
Il fantasmone più ingombrante si chiama debito sovrano, sgraziato com'è ad ogni movimento rischia di fare qualche danno; nell'equilibrio precario spintona gli altri ed il ruzzolone sembra ad ogni minuto che passa più probabile. Il nostro investitore lo conosce molto bene, quasi fosse uno di famiglia, uno a cui in passato ha affidato parte dei sui risparmi, ed ora lo vede lì imponente ed immanente sulla sua casa, pronto a precipitargli addosso.
Ad accompagnare debito c'è sempre lo spiritello sfiducia. Un esserino smaliziato che analizza tutto quello che i manovratori del debito dicono e fanno. E più li ritiene non credibili più fa alzare lo spread tra titoli buoni e titoli cattivi. Sfiducia non si cura dell'invesitore, la sua intransigenza è assoluta, nessun annuncio o lettera di intenti può farlo vacillare, pragmatico all'eccesso conviene assecondarlo e non andargli contro.
La sinistra compagnia (senza riferimenti politici) è completata dal morto vivente di nome crescita. Pallido e sbrandellato avanza molto lentamente, fa due passi in avanti e poi inciampa, nella schiena il coltello dei bassi consumi ad acutizzarne la doglianza, un gattino dispettoso di nome prezzi a gironzolargli tra i piedi, facendolo traballare tra inflazione e deflazione, entrambe insostenibili per le sue poche energie.
Il nostro investitore, tra un brivido e l'altro spera nei folletti buoni: le riforme strutturali la stabilizzazione del settore bancario ed il ritorno della crescita. La loro presenza può far scorrere più velocemente il tempo, perchè l'alba giunga in fretta e lo liberi da questo Halloween di paure.