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Mercoledì 27 Luglio 2011 13:25

Dalla crisi al forex, alla ricerca di nuovi equilibri

Con gli USA alle prese con la grana debito, gli investitori cercano lidi più tranquilli.

 

Il "debt drama" e la complicata crisi dell'eurozona stanno rendendo difficile l'estate degli investitori di mezzo mondo, costretti a ballare tra le due sponde dell'incertezza congiunturale:  la "bomba" ancora innescata della Grecia, i rischi di contagio per Italia e Spagna da un lato, l'ancora difficile accordo sul debito negli States dall'altra.

La necessità di ridefinire un investimento il più vicino possibile al risk free sta scatenando travasi e riposizionamenti dei portafogli di investimento internazionale. Se il buon vecchio oro rimane tra le mete più ambite, crescono con una certa dinamicità valute quali il franco svizzero, il dollaro australiano e quello di Singapore. Tra i titoli di stato si punta grosso su Olanda, Germania, e nord Europa "a basso impatto di debito".

Il segmento più dinamico sembra essere proprio quello delle valute. Per rendersi conto di come queste ultime settimane siano state frenetiche basta dare una sguardo al dollar index (che misura il dollaro nei confronti di un paniere d i altre 6 valute).

La moneta americana dopo aver tratto vantaggio dalle sciagure europee torna a puntare verso il basso in coincidenza con le ultime vicissitudini sul debito e (vista anche l'ultim'ora sul brutto dato degli ordinativi di beni durevoli) sulla singhiozzante situazione economica.

Con l'euro in balia della speculazione internazionale, a trarre vantaggio della situazione sono state le monete meno correlate. Il franco svizzero merita un discorso a parte, la sua storica reputazione di moneta stabile ed il suo stretto legame con la vicina Germania lo stanno rendendo attraente nel breve periodo, ma assolutamente non immune ad un crosso crash in area euro.

Sul dollaro australiano stanno influendo pesantemente le dinamiche dei prezzi aussie. Con l'inflazione a livelli molto alti e la possibile messa in atto di nuove strette monetarie (e quindi rialzo dei rendimenti) la moneta australiana dimostra un appeal decisamente elevato.

Pressioni improvvise su monete "tranquille" che possono incidere sul futuro cammino economico dei relativi paesi (in termini di costi per l'import e per l'export). Ne sa qualcosa anche il Giappone che nelle ultime settimane a visto tornare nuovamente a salire il cambio Yen/Dollaro. E torna ancora il discorso sulla quasi fissità dello yuan cinese sul dollaro, malgrado i differenziali sui tassi di interesse.

Scombussolamenti e tentativi di nuovi equilibri che inevitabilmente porteranno conseguenze, segnando una nuova stagione, quella post-crisi globale, piena di incognite e di variabili mai sino ad ora verificate.