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Da qualche giorno a questa parte molti si chiedono come mai la speculazione sembri aver, per certi versi, trascurato la Spagna, per avventarsi sull'Italia. In un mese il FTSE MIB a perso circa il 9,7%, l'indice di riferimento spagnolo ha segnato un -6.5%. Lo spread sui titoli di stato decennali italiani è balzato, in poco più di un mese, da sotto quota 290 ai 325 dei giorni scorsi, quello spagnolo è sì peggiorato, ma con un delta inferiore.
Qualche maligno vocifera che l'Italia è più "grimaldello" della Spagna per violare il forziere europeo. La spiegazione sembra arrivarci da alcune interessanti affermazioni raccolte dalla Reuters tra alcuni analisti.
Lo strategist di Smith & Williamson, Philip Lawlor, non usa mezze misure: La Francia "viene trascinata nel contagio". Si perchè la chiave di tutto sono i nostri cugini. Sentite cosa ci dice ancora lo stratega: "Dato che l'economia francese non sta facendo fantasticamente bene, mi chiedo se le agenzie di rating non si rivolgeranno alla Francia dicendo: non siamo sicure che la tripla-A sia così robusta, mettendo il rating sotto osservazione"
La stessa Reuters ci avvisa di come la borsa francese abbia perso il 7% nell'ultimo mese (più della Spagna, la Germania ha fatto un -2%) e di come lo spread francese sia salito sopra i 70 punti, livelli che non si vedevano dal 95.
Il problema della Francia è l'elevata esposizione, bancaria ma non solo, sul nostro paese. Ed è proprio questo che, ai maligni, fa dire che se si scardina l'Italia si mette al tappeto l'intero gigante.
Occhio però a fare di tutta l'erba un fascio, i problemi di contagio per la Francia riguarderebbero sostanzialmente la parte privata, mentre i fondamentali pubblici rimangono abbastanza buoni, con qualche piccola smagliatura sul deficit/pil (sul 4%) e sulla crescita non proprio brillante.
Sebastien Barthelemi, analista di Louis Capital Markets fotografa la situazione con queste dichiarazioni: "L'Italia è finita sotto attacco la settimana scorsa e Bnp Paribas, che ha una forte esposizione verso l'Italia, ha finito per soffrire di conseguenza, la correlazione è piuttosto chiara"
Cosa fare dunque? Fuggire anche dalla Francia? No, le fonti riportate sopra sono, ancora una volta di più, la prova di come una crisi vissuta per troppo tempo come marginale stia prendendo l'aspetto che le è più consono, ossia quello continentale. Lo ha capito, con il solito anticipo, la speculazione che, tramortita la Grecia, ha visto il pertugio scivolare tra le Alpi e farsi largo verso la piana parigina.
Sarà il caso che se ne facciano una ragione anche dalle parti di Bruxelles e che si inizi un lavoro di coordinamento, sino ad ora non pervenuto.