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Mercoledì 13 Luglio 2011 13:28

La mappa della crisi

L'aggiornamento della situazione alla luce degli ultimi fatti.

Grecia

 

A qualche decina di giorni dall'approvazione della nuova manovra di austerità il paese ellenico si trova ancora al centro delle preoccupazioni europee. I 12 miliardi di euro sbloccati serviranno per le scadenze a breve, ma il nocciolo rimane il secondo round di aiuti ed il coinvolgimento del settore privato.  La strada sembra molto stretta e quasi inevitabilmente potrebbe passare attraverso una ristrutturazione del debito che farebbe scattare un selective default. Il rapporto trimestrale della Commissione europea certifica la drammaticità della situazione. Si legge infatti che la stretta sin qui attuata non è sufficiente al riequilibrare i conti e a raggiungere quanto prima un avanzo primario. Le aperture di ieri da parte dell'eurogruppo e le voci di uno studio in atto da parte della bce sull'impatto di un default in area euro sembrano confermare quale sarà la strada da intraprendere. Tutto comunque è rinviato a fine luglio, in quella riunione dell'ue si tenterà di mettere su carta una bozza di accordo.

Irlanda

La bocciatura da parte di Moody's è la logica conseguenza della decisione presa nei confronti del Portogallo. La mancanza di una ripresa economica e l'assenza per ora di avanzi di bilancio rendono l'Irlanda ancora completamente dipendente dagli aiuti UE e rendono possibile un nuovo "bailout". Il fatto nuovo è che sta facendosi sempre più concreta la possibilità che un secondo round di aiuti sia legato alla partecipazione dei privati. Unendo le due cose ecco fatta la decisione di Moody's di ridurre a spazzatura i titoli irlandesi.

Tanto per gradire ecco le dichiarazioni del ministro delle finanze Michael Noonan: "Per l'Irlanda non sarà semplice riguadagnare la propria sovranità economica e non si deve dare per scontato che Dublino ottenga un abbassamento dei tassi di interesse da corrispondere sui prestiti di emergenza concessi dalla Ue." (fonte Reuters)

L'abbassamento dei tassi di interesse sembra essere legato ad una richiesta (spinta soprattutto da Parigi) di un aumento delle tasse sulle imprese, punto su cui l'Irlanda cerca di resistere.

Portogallo

Moody's ha degradato il rating dei titoli portoghesi a spazzatura, la BCE ha risposto con la eliminazione del limite di rating per le operazioni di rifinanziamento delle banche lusitane. Anche in questo caso la possibilità di un ritorno sul mercato per autofinanziarsi sembra allontanarsi da quel 2013 fissato in precedenza dal governo. Mancano ancora segnali di ripresa e potrebbero essere necessarie nuove manovre di rigore.

Spagna

Il primo dei due pazienti "grassi" si avvia a varare a settembre un nuovo piano di tagli che, ha fatto capire il ministro Salgado, potrebbe essere più forte di quello sino ad ora pianificato. Sul fronte economico c'è da cementare quel +0,3% di Pil del primo trimestre e le attese sono per una accelerazione della crescita nella seconda parte dell'anno. La tensione sui tassi di interesse consente per ora alla Spagna di poter ricorrere ai mercati, mentre il nodo principale rimane il sistema bancario tra stress test e piani di ricapitalizzazione.

Italia

Del nostro paese abbiamo già parlato molto nei giorni scorsi, il secondo paziente "grasso" ha vissuto giornate di grande pathos ed è alle prese con l'approvazione della manovra da quasi 50 miliardi. I nodi principali per l'Italia restano la sostanziale debolezza politica e la difficoltà nella crescita. Su questi due punti si giocano le possibilità di non ripetere un venerdì e un lunedì neri come quelli appena passati.

USA

Continua la lunga ed estenuante trattativa tra democratici e repubblicani sulla legge che dovrebbe aumentare i limiti di debito federale e consentire così agli Stati Uniti di onorare le scadenze di pagamento di Agosto. Malgrado tutto le possibilità che questa legge non venga varata in tempo sono bassissime, resta però il nodo dei tagli. Obama insiste per un grande piano di rientro decennale, i repubblicani (che hanno la maggioranza al senato) non sono disponibili a rinunciare ai benefit fiscali di bushiana memoria.