L'iniziale positività derivata dalle annunciate dimissioni di Berlusconi viene subito stoppata dall'incertezza dei tempi. Si scherza col fuoco e qualcuno sembra non averlo capito
La domanda sta tormentando tutti quei piccoli risparmiatori che hanno titoli di stato italiani in portafoglio. Come comportarsi e cosa valutare nelle proprie scelte?
Nulla da fare, nemmeno le pressioni internazionali hanno rinsavito una maggioranza troppo attenta al consenso (che non c'è più comunque). Questione di ore e sarà la volta del governo tecnico. Mario Monti in entrata?
Racconta la storiella di quell'asino che sdraiato tra due mucchi di fieno non sapeva quale scegliere. Pensa e ripensa morì di fame.
Per dirla alla "Catalano": ride ben chi ride ultimo, ma c'è sempre uno più ultimo di te. Il vertice a Bruxelles di domani potrebbe anche finire in un nulla di fatto.
Come anticipato, anche la terza agenzia di rating, Fitch, taglia il merito del nostro debito. Nelle argomentazioni della scelta spuntano però apprezzamenti per le scelte compiute dal paese negli ultimi anni.
Non stiamo parlando di satelliti che roteano sinistri sulle nostre teste, ma di rottami economici e finanziari che iniziano a precipitare sugli ansiogeni mercati.
La decisione dell'agenzia americana di tagliare il rating lascia indifferenti i mercati ma toglie visibilità alle molto più importanti stime del fondo monetario internazionale.