Le notorie richieste sono due: rigore sui conti e riforme per lo sviluppo. Se ora iniziano ad emergere perplessità sul primo punto (da ultimi i dubbi UE sulle stime di ricavo dalla lotta all'evasione fiscale), da molto tempo si sottolinea come manchi del tutto il secondo punto, lo sviluppo.
Sul piano politico questa mancanza viene utilizzata come arma convenzionale nella guerriglia tutta chiacchere che ogni giorno ci sorbiamo dai media, senza che, naturalmente, alla mitragliata di parole segua una serie di proposte concrete o, quantomeno, una minima idea di cosa significhi sviluppo del paese.
E già ! Ma cosa significa sviluppo del paese? Significa forse aumento del Pil? No, in questo Tremonti docet: il Pil non lo si fa per decreto e neppure per disegno legge. Lo sviluppo della nostra economia è qualcosa di più profondo e di lungo periodo, è sostanzialmente un cambiare acqua al pesciolino (la nostra economia) per permettergli di nuotare ancora a lungo e non morire.
Se pensiamo allo sviluppo su queste basi, allora riesce più facile capire quali operazioni possano avere carattere strutturale e quali invece rappresentano mera contingenza. Prendiamo il discorso tasse: detassare uno straordinario o spalmare il tfr sono chiaramente azioni contingenti, buone per un biennio, capaci di ravvivare l'economia come fa un pugno di paglia con un fuocherello che si spegne.
Se la visione ora ci è più chiara, altrettanto chiaro ci risulta l'abisso esistente tra le proposte sino ad ora presentate e quello che c'è da fare. Proviamo ad elencare alcune riforme che hanno carattere strutturale? Proviamoci.
Sistema fiscale
I controlli servono per beccare i delinquenti (smettiamo di chiamarli furbi, gli evasori sono delinquenti e basta), ma l'unica vera arma per diminuire l'evasione fiscale è l'abbassamento della pressione fiscale. Servirebbe una riforma fiscale che, con progressività , diminuisca la stretta del fisco sui redditi e sposti il proprio peso sui beni consumati e posseduti (vero indicatore di ricchezza) e riconosca la centralità della famiglia come fulcro anche economico della società . Per farla occorrono soldi, per farla occorre tagliare.
Concorrenza
Anche se gli ultimi anni hanno sconvolto le basi della teoria economica, il vero libero mercato, ossia la combinazione di domanda e offerta, abbassa i prezzi ed ottimizza gli scambi. La liberalizzazione di servizi
Innovare
Il nostro paese, un tempo patria di inventori, ha perso posizioni in termini di brevetti depositati rispetto ad altri paesi europei. In una situazione economica globale nella quale non abbiamo più vantaggi competitivi sul piano della quantità occorre puntare tutto sulla qualità e sull'innovazione. I brevetti sono l'unico "dazio" capace di dare ad un paese uno spazio libero dove poter "pascolare". Università e imprese devono quindi essere messe nella condizione di poter dialogare strettamente, liberando le prime dalla gerarchia (premiando il merito) e le seconde dai costi della ricerca (detassazione utili, utilizzo fondi europei, etc..)
Scuola e lavoro
Il ministro Brunetta ha, come tutti noi, molti difetti ma non gli si può dire di non essere chiaro nei suoi ragionamenti. Il famoso suggerimento dato ad una madre apprensiva per il futuro del figlio laureato merita un approfondimento. Brunetta disse a quella mamma di far andare al mercato alle 5 di mattina il figlio. Al di là della lettura superficiale la domanda che ci dobbiamo porre è: la laurea è ad oggi il miglior sistema per trovare lavoro? Non occorrebbe forse ridare dignità ad un universo di lavori considerati "poco qualificanti" (non si sa nei confronti di cosa)? Ridare slancio alla formazione professionale e al caro vecchio apprendistato sarebbe un buon modo per riequilibrare la situazione.
Sul fronte occupazionale, poi, si fa un gran parlare dell'eliminazione delle barriere in uscita (il licenziamento facile). Basta questo a migliorare la dinamica del lavoro? Certo che no, qualsiasi operazione sul questo piano deve essere accompagnata da un bilanciamento in tema di tutele sociali. La via tedesca ha dato ottimi risultati.