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Martedì 30 Agosto 2011 08:15

Più che una manovra finanziaria sembra il gioco della sedia

Ricordate il gioco della sedia: tutti in piedi e poi, al comando, tutti a correre per accaparrarsi una sedia. Inevitabilmente qualcuno rimaneva in piedi.

A guardare le evoluzioni da vertigine della manovra finanziaria, che nella sede "istituzionale" di Arcore hanno visto il loro climax, viene proprio in mente quell'innocente giochino che si faceva da bambini. Tutti quelli che dovrebbero pagare stanno in piedi e, al comando, tutti a trovare comodo alloggio, sicuro riparo dalla scure tremontiana. Inevitabilmente qualcuno resta senza sedia ed oplà, ecco trovato chi paga.

Alla fine (ma sarà davvero così?) della fiera sembra che a rimanere in piedi siano state le pensioni di anziantà, le coop e le fantomatiche (quasi di fantozziana memoria) società di comodo.

Niente contributo di solidarietà, niente patrimoniali, niente iva, niente riforme strutturali, di crescita manco a parlarne.

Direte, ma tra quelli in piedi ci sono anche provincie e parlamentari, risponderei: no, dividono a metà una sedia

Angelo Panebianco, nell'editoriale del corsera di domenica scorsa, sentiva nell'aria un certo rilassamento, come se la buriana di inizio agosto fosse un ricordo e la speculazione una cosa aliena. Da qui palesava il timore che questo rilassamento si trasferisse sulla manovra in ri-scrittura. A leggere i provvedimenti sembra che il timore di Panebianco si sia trasformato in realtà.

Capricci del destino, ieri, per l'Italia sono arrivati due avvisi da non trascurare: l'FMI ha ridotto le stime del nostro Pil mandandole al di sotto di quell'1% di crescita preso a calcolo della finanziaria, Trichet ha ricordato che la BCE ci ha salvato il fondoschiena ed è disposta a farlo ancora, comprando titoli, ma ci tiene sott'occhio e ci valuterà sulle politiche di bilancio che metteremo in atto.

Ma quello ch arriva da Arcore potrebbe non piacere all'Europa e alla BCE. I tecnici del ministero dell'economia stanno in queste ore rifacendo i calcoli, si era detto saldi invariati, ma, secondo alcune primissime stime, mancherebbero all'appello una 20ina di miliardi.

In attesa che dalle proposte esca un testo qualche veloce riflessione:

Provincie e Parlamentari: spariranno le province come organi elettivi, ma rimarranno come enti di coordinamento. Detta in italiano e non in politichese: niente più elezioni ma nomine. Se così sarà il risparmietto è minimo. Sui parlamentari non si contano più gli annunciati disegni legge per la riduzione del numero, su questo argomento ci sentiamo molto affini a San Tommaso, finchè non li contiamo non ci crediamo.

Società di comodo: qualunque cosa per pescare gli evasori va bene, ma ci risulta che nella maggior parte dei casi (i più sostanziosi) le suddette società di comodo abbiano la loro sede in qualche paradiso fiscale o in altri stati a ridottissima tassazione, quanto sarà efficacie questo provvedimento?

Contributo di solidarietà: dopo aver appreso con soddisfazione da politici e sindacati che il ceto medio a fine mese guadagnerebbe circa 5000 euro lordi al mese, ora tiriamo un sospiro di sollievo, la tassa della vergogna è stata abolita. Al di là del sarcasmo, non bastava correggere il tiro, alzare un po' la fascia di reddito e predisporre un quoziente familiare in grado di tutelare le famiglie?