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Alla fine la tanto attesa manovrona da 47 miliardi è stata presentata. Sarà una manovra in 4 atti, anzi, potremmo dire, in due prologhi e due atti. Sì, perchè la parte corposa del provvedimento viene fatta slittare al biennio 2013 e 2014. Nel primo biennio la manovra avrà un valore totale di circa 7 miliardi di euro.
Una manovra che comprende una parte dedicata al taglio della spesa, una parte di maggiori entrate ed infine una parte di riforma fiscale. L'impianto di principio, quindi, rispetta le consegne che l'UE ed i mercati si aspettavano: una stretta alla spesa ma anche una parte di incentivo alla crescita.
Parlare ora dei singoli punti è un azzardo che non ci prendiamo, considerando l'iter parlamentare che attende il provvedimento si rischia di parlare di una cosa e di vederne fatta un'altra. Gli ultimi decenni legislativi italiani sono lastricati di finanziarie modificate a saldi invariati.
E anche vero che i polpastrelli prudono e allora buttiamo lì due o tre commenti veloci:
a) Spesa improduttiva: se ne riparla per la prossima legislatura, i vitalizi potrebbero sparire, ma non si toccheranno i diritti acquisiti. Ora, tutto il rispetto per i diritti acquisiti, ma fare un bel ricalcolo e mettere un limite minimo per l'erogazione dei vitalizi già maturati era quanto meno un bel gesto. Sapere che l'onorevole X con un giorno di parlamento avrà salvi i diritti acquisiti non ci rende molto contenti.
b) Tassare i ricconi: curioso che in un paese dove le immatricolazioni di barche e yatch non sembrano conoscere crisi, nessuno abbia pensato ad una piccola tassuccia su questi indispensabili mezzi di trasporto
c) Le tre aliquote irpef: perfette se si prevede una no tax area e gli scaglioni non sono schiacciati verso il basso.
d) Recupero dell'evasione fiscale: il mistero della quantificazione del nero in Italia.
Fatto sfogare i polpastrelli, veniamo alla notizia di giornata: il commento caustico e per nulla rassicurante dell'agenzia di rating S&P. In soldoni ci dicono che la manovra è un buon segnale, bene tagliuzzare qua e là ma occhio che la vostra economia cresce quanto un bonsai e con questi ritmi di crescita si rischia di rincorrere il debito senza raggiungerlo e, manco che manco, superarlo.
S&P sostiene che sono improcrastinabili le riforme strutturali che liberino la concorrenza interna e producano vantaggi al bilancio. In altre parole liberalizzazioni (girava nei giorni scorsi una bozza di completa liberalizzazione per avvocati e commercialisti, attendiamo sviluppi), riforma fiscale (pagare tutti, poi, magari paghiamo un po' meno), riforma delle pensioni (il mese in più messo in manovra non credo possa essere sufficiente...).
E per farci passare un buon fine settimana l'agenzia di rating conclude dicendoci che c'è una possibilità su tre di taglio del rating nei prossimi 24 mesi.