Fondi Pensione e TFR: una radiografia
In questo post non daremo definizioni, se ne possono trovare di ottime in molti siti istituzionali, più giù troverete qualche links. Ma se li dovessimo definire nella sostanza, facendone una radiografia potremmo considerarli così:
Fondi Pensione: prodotti che investono i soldi dei partecipanti in strumenti finanziari, quali azioni e obbligazioni, con diverse percentuali a seconda del profilo rischio/tempo.
TFR: è un montante, dato dalla somma di una serie di mensilità lasciate all'azienda dal lavoratore, e rivalutato alla fine di ogni anno con questa formula:
Montante x (0,015 + 0,75 Indice Inflazione ISTAT)
Per semplificare al massimo potremmo usare questo slogan: i fondi pensione sono prodotti finanziari mentre il TFR è una formula finanziaria. Due mondi diversi.
Fondi Pensioni: variabili e costi
I fondi, per loro natura, investono in strumenti finanziari. I rischi a questi associati si riversano quindi sui fondi stessi. Ovviamente l'intensità del rischio scende al scendere del rischio degli strumenti posseduti. Fondi pensione con una maggior quota di azioni o obbligazioni corporate avranno un rischio maggiore di fondi che investono in titoli di stato.
I fondi hanno poi una struttura amministrativa e di gestione, questa si trasforma in una percentuale che viene dedotta dal fondo stesso. Nel calcolare quindi il vero rendimento del fondo dovremo togliere la percentuale di costi sostenuti.
TFR: variabili e costi
Oltre alla propria posizione retributiva sul TFR incide un indice importantissimo, quello dei prezzi al consumo. Questa variabile incide direttamente sulla rivalutazione del capitale. Per capire la portata dell'indicizzazione all'inflazione si consulti il link sotto riportato, che evidenzia l'andamento del costo della vita in Italia dal 1970 ad oggi (giusti giusti 40 anni contrubutivi).
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http://www.rivaluta.it/inflazione.asp?t=NIC_T&yi=1970&yf=2010&mi=1&mf=5&tsv=y
Obbiettivo della previdenza integrativa
Il TFR ingloba nella sua formula quello che dovrebbe essere l'obbiettivo della previdenza integrativa. Completare il reddito da pensione con una rendita che tenga conto del costo della vita. Ed è proprio la perdita di potere d'acquisto il fattore chiave che determinerà il successo o meno del nostro piano previdenziale. La domanda è: i mercati battono la perdita di potere d'acquisto nel lungo periodo?
Le analisi condotte dal Professor Scienza, dell'Università di Torino, sono abbastanza sconcertanti, basti guardare la tabella qui sotto:
Lo studio del professor Scienza mette come ipotesi una inflazione media del 9,8% (dal 1920 ad oggi). Questo è un dato statistico, è possibile che in futuro picchi di inflazione come quelli visti negli anni 80 non tornino più (se non altro per la presenza regolatrice dell'Europa), la media dall'82 al 2008 è del 5,9%, ma resta il grosso problema evidenziato dagli studi del Prof. Scienza: il nodo del potere d'acquisto.
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Al di là dei dati statistici visti sopra, cerchiamo di vedere perchè, a logica, un fondo pensione, così come impostato ora, avrà difficoltà , nel lungo periodo a battere l'inflazione.
a) L'inflazione pur nella sua ciclicità è, se Dio vuole, sempre additiva. Vale a dire che il denaro perde sempre valore rispetto all'anno precedente, salvo casi gravi.
b) L'andamento di un mercato finanziario è sottoposto a maggiori oscillazioni e non è sempre addittivo. Un esempio importante ci viene dal Giappone, dove il Nikkei dal 1983 ad oggi ha perso circa il 10% (vedi grafico). Un caso limite che ci mostra come nemmeno il nominale possa essere salvo.

Occorre ripensare i fondi pensione?
Premettiamo che la previdenza integrativa è fondamentale e va assolutamente incentivata. Dall'altro versante però occorre ripensare le strutture di investimento, mettendo dei paletti in termini di modalità di gestione, di costi e di diversificazione. In particolare risulterebbe importante vincolare una parte del capitale investito in titoli inflation linked (come gli OATi o i BTPi), questo eliminerebbe il rischio di gestioni mono asset troppo sbilanciate e pericolose. TFR come benchmark di riferimento, individuando nello spread rendimento fondo/TFR un paramentro di qualità e di premio.
Links:
http://www.altroconsumo.it/investimenti-e-risparmio/l-abc-dei-fondi-pensione-s222043.htm
Continua il grande dibattito attorno al problema della previdenza integrativa. Da un lato i sostenitori dei fondi pensione, dall'altro i sostenitori del TFR. Vediamo quali sono i "cavalli di battaglia" degli uni e degli altri e cerchiamo di scoprire come a volte la statistica può essere decisamente di parte.