Vediamo nel dettaglio cosa sono con queste mini schede:
Fondi chiusi:
I fondi pensione negoziali nascono da contratti o accordi collettivi anche aziendali che individuano l’area dei destinatari cioè i soggetti ai quali il fondo si rivolge sulla base dell’appartenenza ad un determinato comparto, impresa o gruppo di imprese o ad un determinato territorio (es. regione o provincia autonoma).
Il fondo pensione negoziale è un soggetto giuridico autonomo dotato di organi propri: l’assemblea, gli organi di amministrazione e controllo, il responsabile del fondo che in genere coincide con il direttore generale.
Per lo svolgimento di alcune attività, il fondo pensione negoziale si avvale di soggetti specializzati ed esterni alla sua struttura. Così, ad esempio, la gestione delle risorse finanziarie è affidata a soggetti specializzati (banche, società di intermediazione mobiliare, compagnie di assicurazione, società di gestione del risparmio); le risorse del fondo sono depositate presso la banca depositaria; le pensioni sono generalmente erogate da una compagnia di assicurazione.
La contribuzione al fondo chiuso può essere composta, oltre che dal TFR, da altri contributi a carico del lavoratore e/o del datore di lavoro. In caso di cambiamento di lavoro (esterno alla categoria afferente al fondo) il lavoratore può: mantenere il capitale accumulato e aprire una nuova posizione; riscattare il capitale accumulato; trasferire le quote del vecchio fondo al nuovo.
Fondi pensione aperti:
Sono i fondi comuni di investimento che noi tutti conosciamo con due differenze:
1) la tassazione dei rendimenti è quella dei fondi pensione, quindi all'11% e non al 12,5%. La contribuzione al fondo (per le parti extra TFR) sono deducibili.
2) Al termine dell'investimento solo fino al 50% verrà restituito in capitale, il resto sarà sotto forma di rendita (ossia un tot per anno/mese).
L'adesione al fondo aperto è di norma individuale, ossia un lavoratore decide di sua spontanea volontà di aprire una posizione su un fondo aperto. Tuttavia potrebbe succedere che un determinato accordo sindacale, invece di creare un fondo chiuso decida di appoggiarsi ad un fondo aperto. In quel caso l'adesione diventa collettiva.
Polizze assicurative:
Sono contratti assicurativi che prevedono a fronte di un premio (quota TFR o contributo volontario) il pagamento alla scadenza di una rendita oppure di una parte in capitale e di una parte in rendita. Solitamente vengono accompagnate anche da una copertura per il rischio di morte. Questo genere di prodotto è il più controverso per le strutture di costo che ad esso si associano e per il meccanismo di rivalutazione del capitale investito. Molte di queste polizze infatti rivalutano il capitale legandolo a dei fondi assicurativi interni e quindi di conseguenza ai mercati finanziari, cosa che rende il prodotto poco assicurativo e molto finanziario, simile quindi ai fondi aperti ma con più commissioni.
Gli strumenti per porre in atto la previdenza integrativa sono sostanzialmente divisibili in 3 famiglie: fondi negoziali, fondi aperti e polizze assicurative. I fondi negoziali sono fondi di categoria, costituiti con accordi sindacali (aziendali, regionali o statali). I fondi aperti sono paragonabili ai fondi comuni di investimento, con un differente trattamento fiscale e la previsione che una parte di capitale restituito sarà in modalità di rendita. Le polizze infine sono contratti di assicurazione che garantiscono una rendita (ed un eventuale capitale) alla scadenza. Il montante è legato all'andamento di una attività finanziaria.